Un piccolo paradiso di nome Pian Marchisio

Una lingua di asfalto che si arrampica verso il cielo. Intorno prati, castagni e casolari rimessi a nuovo, cicatrici di coloro che provano tutt’ora ad addomesticare questo angolo ombroso delle Alpi Liguri. Un’appendice di Roccaforte Mondovì che sparisce nelle viscere selvagge di montagne che inseguono il profumo del mare. Già, perché lassù, oltre quelle rocce protese verso l’alto, ci sono la Valle Tanaro e la Liguria. Uno storico corridoio di passaggio, un’atavica Via del Sale tra la pianura piemontese e la Riviera.

Tracce di storia che si nascondono dietro un paesaggio che alza la voce tra le braccia del vento. La strada, superato il cosiddetto Ponte Murato, si apre metro dopo metro rosicchiando spazio e centimetri ai versanti che la sovrastano. Asfalto e terra, salite e tornanti. Da una parte il Cars, dall’altra i margini occidentali del Mondolé Ski. Ma la Valle Ellero non si accontenta di soddisfare gli sguardi. Vuole stupire il viandante di passaggio incredulo di quanta ariosità possa celare un vallone che pareva chiuso e asfissiante.

Ed è là dove la strada carrozzabile termina, che lo stupore diventa meraviglia e la fantasia vola sui disegni del cielo. Pian Marchisio, 1634 metri di quota. A lato una piccola casermetta che veniva utilizzata, secondo alcuni, come ricovero d’emergenza durante il commercio del sale. Ma gli occhi tradiscono una fame di vedere, scoprire, assaggiare. E la vista che si apre da Pian Marchisio verso meridione, in effetti, è di quelle che mozzano il fiato. I primi gorgheggi dell’Ellero, la sagoma del Rifugio Mondovì, le Rocche del Pis o Cima delle Saline che graffiano l’orizzonte odorando di carsismo. E poi pascoli, arbusti e rododendri.

Pian Marchisio conquista sguardi e animo per quello scorcio di montagna piena, vera, autentica. Un angolo di paradiso forse inaspettato, effige di quanto nelle vallate monregalesi la bellezza non sia sempre immediata e superficiale, ma vada talvolta ricercata in profondità.

Pian Marchisio non è soltanto una meta intermedia, ma può divenire un valido punto di partenza per escursioni più o meno impegnative verso Cima delle Saline, Cima Pian Ballaur o il Colle Brignola Seirasso