Un piccolo gioiello chiamato Lago del Lao

L’asfalto si perde nella terra, la strada diventa sentiero. Tutt’intorno pascoli puntinati di rocce, pini e rododendri.  L’impronta dell’uomo svanisce a poco a poco. Entra sottopelle, si deforma sotto gli schiaffi del vento e del tempo, riemerge ogni tanto tra muretti a secco e vecchi casolari. Poco più in basso Ormea e le sue borgate si aggrappano a versanti che guardano a meridione.

La montagna della Valle Tanaro stupisce per quei paesaggi che profumano d’Appennino, per quella storia secolare che si espande tra mulattiere e terrazzamenti, per quel mare che impallidisce all’orizzonte perdendosi tra le braccia della foschia. Ed è qui, su questa lunga spalla orografica che si arrampica fino ai 2.476 metri di altitudine del Pizzo, che lo sguardo annaspa, indeciso sulle priorità da perseguire.

La dorsale pascoliva della Colma, in effetti, coglie di sorpresa per quella sua estensione che solletica l’infinito. Punto di partenza o di arrivo, luogo di approdo o di transito. Un ambiente schiaffeggiato dalla nebbia e dal silenzio, pregno di gioielli invisibili che soltanto un occhio attento riesce a scovare. Come il piccolo Lago del Lao, appartato verso nordovest a pochi minuti dalla Cappella di San Giovanni Battista.

Una lacrima del cielo conficcatasi chissà quando e chissà come tra roccette e arbusti, imprevedibile e imprevista per luci, colori e riflessi. Il Lago del Lao, in effetti, stupisce per quella posizione inattesa che ne acuisce il fascino, ma disorienta anche per le caratteristiche intrinseche dell’acqua. Perché proprio qui, a 1.570 metri di quota dove le Alpi di Cuneo si preparano a tuffarsi verso la Liguria e il suo entroterra, vive una delle colonie più settentrionali di Tritoni alpestri (subspecie apuanus), solitamente diffusi in zona collinare e appenninica.

Il Lago del Lao, allora, come un piccolo scrigno naturalistico nascosto all’ombra del Monte Castello di Quarzina, ma anche come effige di un territorio che spesso parla sottovoce, quasi inconsapevole delle proprie unicità.

In questi spazi le indicazioni escursionistiche per raggiungere il caratteristico Lago del Lao.

La foto a corredo dell’articolo, invece, è del fotografo professionista Gabriele Cristiani.