Quel rifugio concepito come un albergo

Un rifugio come un soccorso, cercato e trovato, ma anche come riparo dalla frenesia e dalle angosce cui la quotidianità ci ha abituati”. Chissà se l’amministrazione provinciale di Cuneo perseguiva queste ambizioni quando negli anni Trenta del secolo scorso realizzò il rifugio Migliorero in alta Valle Stura, nel Vallone dell’Ischiator in particolare.

Intitolata alla memoria dell’Ingegner Guglielmo Migliorero (dipendente provinciale tragicamente scomparso nel 1933 in un incidente stradale), la struttura venne edificata in appena due anni grazie al supporto del Secondo Reggimento Alpini, con termine dei lavori nell’agosto del 1937. La fisionomia imponente, slanciata ed elegante, arroccata su uno sperone roccioso, fece propendere per una prima destinazione prevalentemente alberghiera.

Una costruzione che qualcuno considerò addirittura tra le più belle d’Italia in ambito montano dell’epoca, gestita amorevolmente per i primi tre anni da Annetta Nardella. Una passione così travolgente, la sua, che la portò addirittura a trascorrere tre inverni da sola all’interno della struttura, che cominciava nel frattempo ad essere frequentata e conosciuta in ambito locale e non solo soprattutto nei mesi estivi. Un albergo d’alta quota il cui funzionamento si interruppe improvvisamente durante la Seconda Guerra Mondiale.

Fortemente danneggiato in termini strutturali, infatti, il Migliorero conobbe anni di completo abbandono, finché la stessa provincia di Cuneo non decise di rimettere mano allo storico albergo alla fine degli anni Cinquanta. Il 22 luglio del 1962, dopo lunghi e faticosi lavori di ristrutturazione, aggravati dalla quota e dal clima severo della zona, il nuovo rifugio Migliorero venne inaugurato ufficialmente, con la gestione affidata alla Sezione di Fossano del Club Alpino Italiano, che ne divenne proprietaria unica nel 1979.

Ancora oggi, dunque, risalire il Vallone dell’Ischiator fino ai 2.100 metri del Rifugio Migliorero equivale non solo ad immergersi in un ambiente naturale affascinante ed eterogeneo, ma consente altresì di tuffarsi nella storia locale più avvincente, toccando con mano uno degli edifici più avveniristici delle Alpi di Cuneo.

In questi spazi le indicazioni escursionistiche per raggiungere il rifugio.