Lo straordinario respiro dolomitico di Pian Rosso di Viozene

Dal basso quasi non si scorge, nascosto nella pancia di montagne che profumano di Dolomiti pur guardando alla Liguria e al suo mare. Pian Rosso di Viozene ti viene incontro d’improvviso, dietro il respiro di qualche pino e di qualche arbusto. Dispiega le sue braccia, sorride e si protende nel vuoto creando una radura imprevista per fascino, forma e colori. Pian Rosso, in effetti, non lascia indifferenti. Prati, rocce e cielo. Sembrerebbe troppo poco per stupire, disorientare e coinvolgere. Ma quassù, a 1550 metri di altitudine nel cuore dell’alta Valle Tanaro, a volte l’apparenza inganna.

Perché sono prati che guardano alla pittura impressionista, rocce che s’incendiano nell’anima, cieli che odorano di Mediterraneo. Biodiversità, speleologia, vicinanza al mare. Pian Rosso svela le sue carte poco alla volta, senza fretta. Perché anche il tempo ai piedi delle pendici meridionali del massiccio del Mongioie s’interrompe e si ferma ad ascoltare i battiti di questo cuore dolomitico che pulsa ai confini più meridionali del Piemonte. Un mondo da scoprire un passo alla volta, perché qui la montagna si diverte a cambiare pelle, maschera, colorito. Tutto tranne il carattere, che rimane giovane e ribelle, ma sempre pronto a suggerire un sentiero, una via di arrampicata o una semplice strada. Già, una strada reale o metaforica, come l’ipotetica etimologia del Mongioie stesso, dall’antica voce provenzale monjoia ad indicare “una pila di pietre elevata in luoghi eminenti a segnalare la strada”.

Pian Rosso, insomma, regala scenari unici e inaspettati per le Alpi di Cuneo. Angoli e scorci da interiorizzare e da portar con sé, come il consiglio di un buon amico. E varrebbe davvero la pena, allora, fermarsi a sognare tra prati, rocce e cielo. Al Rifugio Mongioie, per esempio, magari prenotando le meravigliose StarsBOX con cui graffiare la notte e le stelle.

In questi spazi le indicazioni escursionistiche per raggiungere Pian Rosso di Viozene.