L’effimera bellezza del Laghetto del Marguareis

Una valle minore priva di sbocchi verso l’esterno, che si getta nel ventre della piana cuneese quasi sottovoce, senza clamore. Vista dall’alto, però, la Valle Pesio affascina e stupisce per la sua caparbietà. Per essere riuscita a ritagliarsi quella modesta incisione orografica rosicchiando terra e spazio a massicci rocciosi apparentemente impenetrabili. Bric Costa Rossa e Cima della Fascia ad occidente, Pigna e Cars ad oriente, il Marguareis come estrema cucitura meridionale.

Nel mezzo, un corridoio di appena quindici chilometri in linea d’aria che profuma di montagna vera, cruda e autentica. L’apparente marginalità della Valle Pesio, infatti, svanisce sotto i colpi della natura e del paesaggio, raramente così puri e selvaggi nonostante lo stretto legame visivo con i centri urbani. Area protetta fin dal 1978, la Valle Pesio disorienta anche per le rare bellezze custodite. Ma sono gioielli puntuali e spesso effimeri. Come il Pis del Pesio, attivo soltanto per qualche mese all’anno, come le tavolozze cromatiche che in autunno si arrampicano verso Pian del Creus o come il magnifico Laghetto del Marguareis.

Fragile nella sua fisionomia che tende ormai all’interramento e alla torbiera, il laghetto sonnecchia ai piedi delle maestose pareti settentrionali del Marguareis. Alimentato direttamente dalle sorgenti della zona e per questo contraddistinto da un’acqua pura e limpida, è situato in corrispondenza del conoide detritico che discende dal Canalone dei Genovesi. Inserito poi in un’amena conca erbosa arricchita qua e là da roccette affioranti e macchie di rododendri, il laghetto affascina e conquista per quella bellezza temporanea destinata a non durare per sempre. Tra le rughe delle sue acque, lo sguardo delle rocce e i disegni del cielo.

Uno scorcio da togliere il fiato, insomma, prescelto non a caso il 9 giugno 1946 dalle Sezioni CAI di Mondovì e di Imperia per commemorare ufficialmente Piero Garelli e Federico Acquarone. Un angolo di paradiso al cui fianco respira l’altrettanto affascinante stazione botanica Danilo Re. Un fazzoletto di terra e acqua posto ad appena quindici minuti dal Rifugio Garelli, voluto dal CAI di Mondovì per ricordare l’avvocato ed ex Presidente sezionale, deceduto nel campo di concentramento di Mauthausen il 23 febbraio 1945.

In questi spazi le indicazioni escursionistiche per raggiungere il Laghetto del Marguareis.