La prima inaugurazione del Rifugio Genova

Vette che graffiano il cielo, acqua che rosicchia la terra, rocce, pietre e silenzio. Eccolo il Gias Soprano del Monighet a fine Ottocento ed ecco l’essenza più profonda delle Alpi Marittime. Una terra indorata da nevi e da ghiacci perenni che respira sottovoce a poche decine di chilometri dal mare. Una terra che profuma di mistero e di avventura, dove si entra soltanto con l’animo impavido dei grandi alpinisti di fine secolo.

Ma il richiamo dell’Argentera e delle sue cime minori, con quelle rughe di gneiss e granito sospese nel vuoto, è troppo forte. In zona urgono strutture ricettive d’appoggio per le gambe e i polpastrelli di sportivi e appassionati bramosi di confrontarsi con quelle vette di prima classe ancora sconosciute. Nel 1896 il 28° Congresso Nazionale del CAI riconosce l’urgenza di valorizzare strutturalmente l’areale delle Alpi Marittime. Il difficile compito viene affidato alla Sezione Ligure di Genova (organizzatrice del Congresso stesso) che comincia ad effettuare gite e sopralluoghi. Una stagione di ricerca, sentiero dopo sentiero, valle dopo valle, e infine la scelta definitiva: sarà il Gias Soprano del Monighet, alla testata del Vallone della Rovina, ad ospitare il primo rifugio delle Alpi Marittime, a 1914 metri di quota nel centro della Piana del Chiotas. Fondamentali in tal senso i contributi di Giovanni Delle Piane (Vicepresidente della Sezione Ligure e autore di raffinate guide su Alpi e Appennini), Lorenzo Bozano (alpinista e segretario della Sezione Ligure), del Dott. Martignoni e di Felice Mondini, studiosi e appassionati della zona.

Il 22 luglio 1897 iniziano così i lavori di costruzione del nuovo Rifugio Genova, che si protrarranno fino al 10 settembre con una spesa complessiva di 3.000 lire circa. Sforzi e sacrifici capaci di creare un’accogliente dimora di otto metri per quattro di lato e cinque di altezza. Al pian terreno una cucina arredata con pignatte, piatti e posate e una stanza per dormire suddivisa orizzontalmente in due scomparti, con materassi di crine vegetale, guanciali e coperte. Al piano superiore una sorta di fienile utilizzabile anche da dormitorio. La tassa di pernottamento viene fissata in 1 lira, 50 centesimi per i soci del Club Alpino Italiano e Francese. Tre, infine, le chiavi distribuite nella zona: un mazzo ai contadini del Gias Monighet, un mazzo al comune di Entracque, un mazzo al Signor Marini delle Terme di Valdieri.

Domenica 14 agosto 1898 l’inaugurazione ufficiale del Rifugio Genova. Presenti per l’occasione il Presidente della Sezione Ligure del CAI, Avvocato Poggi, il Segretario Sezionale Lorenzo Bozano, il Tenente Generale Fecia di Cossato Comandante della Divisione di Cuneo, il Capitano di Stato Maggiore Balzarini, il Tenente di Cavalleria Pietro Magistrati, il Vicepresidente della Sezione CAI di Cuneo Cav. Marchisio, l’Ing. Ugo Sandrinelli del CAI Alpi Giulie di Trieste, il Segretario del CAI di Nizza Cavaliere Victor del Cessole e gli allora sindaci di Valdieri Stefano Barale e di Entracque, Michele Gerbino. Alle ore 11.10 il lancio dei piccioni viaggiatori diretti alla Società Ginnastica Andrea Doria di Genova. A loro il compito di apportare in città la notizia dell’inaugurazione avvenuta.

Inizia così, in una calda domenica d’agosto di fine Ottocento, la straordinaria storia di vita del Rifugio Genova. Una struttura pioneristica che per settant’anni ha ospitato alpinisti, escursionisti e militari. Una storia densa ed eterogenea che si interruppe nel 1968, con l’inizio dei lavori di costruzione della Diga del Chiotas da parte dell’Enel. La vecchia struttura finì sott’acqua per rinascere poco più a monte, a 2010 metri di quota, nel 1975. L’inaugurazione del neonato Rifugio Genova, però, si tenne soltanto il 14 agosto 1981 al termine dei lavori della diga. Ma questa, come sempre, è un’altra storia.

In questi spazi le indicazioni per raggiungere il Rifugio Genova.