I Laghi di Fremamorta, quattro imperdibili specchi del cielo

Una natura selvaggia, il respiro dell’uomo che si percepisce appena in un sottofondo leggero e delicato. Rocce imponenti che superano i 3.000 metri di quota solleticate da mutevoli specchi d’acqua intrappolati tra le braccia del granito e dello gneiss. Appare così l’alta Valle Gesso agli occhi dell’avventore occasionale. Un angolo inaspettato che si impregna di mistero e di avventura per quei valloni lunghi e silenziosi, per quei versanti scoscesi, per quella vegetazione che si arrampica verso l’alto con fare eroico.

Non è un caso, allora, che proprio questa zona sia oggi il cuore dell’Ente di gestione delle Aree Protette delle Alpi Marittime e che annualmente venga percorsa da migliaia di escursionisti e alpinisti in cerca di svago e di emozioni. Tra gli itinerari più amati e frequentati, l’anello dei cosiddetti Laghi di Fremamorta. Un toponimo dal sospiro agrodolce, dove l’amore più sincero si intreccia con il dolore della perdita: secondo la leggenda, infatti, gli specchi d’acqua si sarebbero formati dalle lacrime versate da un uomo per la morte della propria amata, con “fremo” nel significato di  “donna” in lingua franco-provenzale.

Figli in realtà dell’escavazione glaciale, i quattro Laghi di Fremamorta rappresentano per alcuni l’acme paesaggistico della Valle Gesso, in virtù della loro visuale privilegiata sul massiccio dell’Argentera e di quell’ambiente selvaggio e austero che li avvolge. Posti mediamente al di sopra dei 2.350m di altitudine, “gli specchi del cielo” di Fremamorta si differenziano appena per estensione e profondità. Il Lago Sottano (privo di immissario) si distende ad esempio per 15.500m² circa, presentando una profondità media di 5 metri; il Lago Mediano, viceversa, occupa una superficie di appena 7.500m² per una profondità di 4 metri ed è parimenti privo di immissario; i due Laghi Soprani, infine, si estendono complessivamente per 15.500m² per una profondità media di 6m e uno scarto altimetrico di un paio di metri, risultando anche gli unici dell’intera serie ad avere sia un immissario che un emissario. Per chi volesse goderseli appieno magari sotto la luce calda del tramonto, un soggiorno al vicino Bivacco Guiglia è fortemente consigliato.

In questi spazi, invece, le indicazioni escursionistiche per raggiungerli.