Graffiare il cielo con dolcezza: il Monte Pan di Zucchero

3.208 metri di quota. Un salto verso il cielo a sfiorare le stelle o ad accarezzare i raggi di sole. Un tuffo nella montagna più vera, cruda, autentica. Quella che non dà tregua, che accorcia il respiro e fa vibrare mani e piedi. Quando si supera la soglia psicologica dei tremila metri, dopotutto, la testa comincia a pulsare per la fatica o per l’emozione. Ma si diventa grandi anche con i numeri e con le conquiste di ogni giorno. 3.208 metri di quota, dunque. Un miraggio per qualcuno, un traguardo insperato per altri.

Eccolo, in breve, il Pan di Zucchero. Un gigante che si fa bambino. Una piramide conica dalla sommità arrotondata che sorride all’avventore di passaggio. Già, perché il Pan di Zucchero non è una montagna incassata nel nulla, dispersa nel meraviglioso abbraccio di cime recondite lontane da sguardi indiscreti. Il Pan di Zucchero, infatti, tende la mano al Colle dell’Agnello attraverso un pendio detritico, ma può permettersi di dialogare con il Pic d’Asti e con il Monviso. Cortesie tra colossi di roccia.

Per anni è stato ignorato, talvolta sbeffeggiato o confuso. Nel 1889, ad esempio, i manuali del tempo riportavano la dicitura “Rocca Rossa o Pain de Sucre”. I rilievi dell’Istituto Geografico Militare del 1908 acuirono poi la confusione, indicando come Rocca Rossa il Pic d’Asti e relegando il Pan di Zucchero a vetta innominata di 3.105 metri di altitudine. Ancora nel 1969 i riferimenti per la Rocca Rossa e il Pan di Zucchero risultavano invertiti nello spazio ed errati nell’elevazione. Soltanto a partire dagli anni Ottanta la cartografia ha gradualmente aggiustato il tiro, rifacendosi (dal punto di vista altimetrico) alle indicazioni già adottate dalla vicina Francia.

Pettegolezzi nostrani che scorrono via lungo le rughe del Pan di Zucchero, che rimane impassibile al suo posto, fiero di quella sua eterna dolcezza d’animo e di forma che lo ha reso una delle montagne più frequentate delle Alpi Cozie in virtù della facilità di accesso (dal Colle dell’Agnello) e del moderato impegno fisico richiesto.

In questi spazi le indicazioni escursionistiche per raggiungere la vetta.