Quella farfalla che accomuna Valdieri all’Aspromonte

Una rara farfalla abituata a muoversi tra montagne che profumano di mare. Nella zona nordorientale della Sicilia, ad esempio, nell’entroterra della Provenza, sulle cime dell’Aspromonte oppure nel cuore delle Alpi Marittime, alle porte dell’abitato di Valdieri. Il Papilio alexanor, infatti, è un lepidottero diurno dalla diffusione limitata, caratterizzato da bande nere pressoché parallele che attraversano verticalmente le ali.

Spesso confuso con il comune Macaone, si distingue da quest’ultimo per una tonalità giallo brillante decisamente più intensa e un’apertura alare più moderata. Da sempre ambita e ricercata dai collezionisti, la farfalla è oggi protetta da norme nazionali e internazionali che ne vietano ovviamente la raccolta e il commercio.

Possibile, però, che una farfalla così rara possa trovare eguali condizioni di vita in Aspromonte, in Sicilia e nel cuore delle Alpi di Cuneo? La risposta è custodita in una microzona specifica del comune di Valdieri, ovvero l’ex cava di calcare Cementir, posta ai margini della Riserva naturale Rocca San Giovanni-Saben, a sua volta ricca di specie vegetali termofile nonché sito del popolamento più settentrionale di ginepro fenicio.

Il particolare intreccio tra l’esposizione dell’area e le sue peculiarità pedologiche (con prevalenza, come detto, di suoli calcarei), contribuisce infatti a mitigare il microclima dell’intero areale, al punto da consentire la vita e la riproduzione di specie animali e vegetali a gravitazione tipicamente mediterranea. L’ennesima unicità del Parco Naturale delle Alpi Marittime, insomma, che proprio per tutelare questa rara farfalla ha recentemente riqualificato l’intero ambiente di cava.

Nel 2016, inoltre, è stato attrezzato e inaugurato il breve ma suggestivo Sentiero delle farfalle che si snoda proprio ai piedi dell’affascinante massiccio calcareo di Rocca San Giovanni – Saben, lambendo il bordo meridionale della ex cava, divenuto l’habitat privilegiato del Papilio alexanor. Una passeggiata di un’ora circa adatta a tutta la famiglia, volta a scoprire un ambiente cicatrizzato dall’uomo, su cui si muove leggiadra una splendida farfalla striata capace di unire simbolicamente la Valle Gesso con le cime selvagge dell’Aspromonte.