Quell’affascinante rifugio-albergo al Lago Visaisa

Acceglio, primi del Novecento. Tra queste vette che graffiano il cielo, vivono 1.575 persone. Un centinaio i residenti persi in un decennio, ma in tanti continuano a resistere nonostante gli sforzi, le lacrime, i sacrifici. La Valle Maira, dopotutto, ti entra dentro e ti plasma corpo e anima. Ti obbliga a scendere nel recondito, a stuzzicare la creatività e la fantasia. La resilienza soprattutto. E così ci si reinventa, raccoglitore di capelli o acciugaio ad esempio. La storia parla e descrive e spesso confuta le tesi sulla presunta ottusità dei montanari.

Ma ad Acceglio, nei primi anni del Novecento, c’è anche chi comincia a guardare le montagne con occhi diversi. Non solo natura selvaggia, povera e aspra, dura da addomesticare e da lavorare. Le rughe di quelle rocce, i riflessi di quei laghi, le ombre di quei canaloni, infatti, possono diventare stimoli emotivi per gli occhi e per la mente. Un puro divertimento per chi ricerca l’ebbrezza della conquista e dell’avventura. La Valle Maira, insomma, può tentare di aprirsi al turismo montano.

Ne è convinto Silvio Turra, negoziante e guida alpina di Acceglio che intuisce con incredibile lungimiranza il potenziale paesaggistico della zona. “La montagna è bellezza, divertimento nella natura, contemplazione delle vette che si specchiano nel lago a due passi dai nevai alpini”. Con questo spirito, quindi, l’imprenditore si mette all’opera lungo le sponde del meraviglioso Lago Visaisa (un tempo noto, in realtà, come Lago Visaissa). Dapprima un semplice punto ristoro, inaugurato domenica 6 giugno 1909 alla presenza dell’allora sindaco di Acceglio, Giovanni Ponza. Ma c’è di più. Turra, in contemporanea, inaugura anche la “Jolanda”, una piccola imbarcazione da dieci posti pensata per accarezzare le colorate acque del Visaisa.

A fine estate i primi riscontri. Presenze da Embrun e Barcelonnette, Costigliole Saluzzo e Dronero, Genova e Villafranca Piemonte. Turra non si ferma e amplia il suo edificio poco alla volta. Nel settembre del 1910 la nuova struttura è pressoché terminata. Un’elegante sala da pranzo per oltre trenta persone e sei camere da letto. Da semplice punto ristoro a rifugio e da rifugio ad albergo. La vista del Lago Visaisa, ora, può allietare anche il sonno degli escursionisti.

Domenica 25 giugno 1911 il Rifugio – Albergo “Umberto I Principe di Piemonte” viene solennemente inaugurato sotto gli auspici della Sezione Ligure del Club Alpino Italiano. Centinaia gli escursionisti che nelle prime settimane si immergono tra rocce e larici per specchiarsi nelle acque cristalline del lago. Francesi, valligiani, militari con le rispettive famiglie. L’intuizione di Turra comincia a prendere corpo.

D’improvviso, però, il tragico eco della Prima guerra mondiale che rimbomba tra i versanti silenziosi della Valle Maira. Il Visaisa e il suo albergo trascorrono allora alcuni anni di inevitabile flessione, prima di un nuovo guizzo negli anni Venti. La “Jolanda” stuzzica di nuovo la fantasia di grandi e piccini.

Il Principe di Piemonte ricomincia ad accogliere turisti e clienti. Passano i mesi e la scintilla non si spegne, ma purtroppo si trasforma. In uno spaventoso incendio che nel 1928 sventra l’intero edificio. Si perdono così, tra le ceneri annerite delle travi, i sogni di Turra di un primordiale sviluppo turistico della Valle Maira.

In quegli scheletri di pietra raggrinziti dal tempo, tuttavia, si scorge ancora oggi l’impronta indelebile di chi ci ha comunque provato. Nei riflessi del Lago Visaisa, la certezza dell’avvenuto passaggio di testimone, per una valle ormai considerata esempio virtuoso da imitare a livello internazionale.

Informazioni tratte da “Il Progresso”, “La Sentinella delle Alpi”, “La Stampa”, Comune di Acceglio.