Quella drammatica bufera sulla Colla dei Termini

Ombre lunghe di dicembre che si rincorrono per la valle. Tra i viottoli in terra e pietra, si odono solo freddo e silenzio. La montagna d’inverno affascina e spaventa perché allontana genti e umori, obbliga a scavare nel ventre di se stessi e della propria quotidianità. Le rughe della solitudine accarezzano il volto dei montanari abituati a sopportare gli schiaffi del tempo. Pazienza, ingegno, accettazione. Nella seconda metà dell’Ottocento si impara velocemente. Non c’è spazio per sprecare la vita, bisogna soltanto tenersela stretta.

Lo sanno bene gli abitanti della Valle Corsaglia, rannicchiati sotto il fresco respiro delle Alpi Liguri, immersi tra boschi e rocce che si aggrappano al cielo. Pizzo d’Ormea, Conoia, Mongioie, Saline. Montagne che sanno di blocco, ma che profumano in realtà di cerniera. Popoli, lingue, culture, commerci. Da sempre le Alpi uniscono e non dividono, accolgono e non chiudono. Ma lo fanno alle loro condizioni.

E così persino l’appartata frazione di Fontane intrattiene stretti rapporti con chi sta dall’altra parte: Ormea, innanzitutto, ma anche la terra ligure, con il suo mare, i suoi traffici, le sue olive. Già, quelle stesse olive che attirano giovani montanare in cerca di una piccola integrazione di reddito. Le “olivere” partono da Frabosa e risalgono fino alla Colla dei Termini per poi ridiscendere in Valle Tanaro e da lì proseguire per la Liguria. Avventuriere, certo, ma non pioniere. Da secoli, infatti, questo valico secondario a duemila metri di quota è utilizzato per commerci, spostamenti e manovre militari. La Colla dei Termini, insomma, è un crocevia di  passaggio, una finestra sul mondo, un osservatore privilegiato sulla civiltà alpina di un tempo, fatta da qualche gioia, molte fatiche e frequenti tragedie. Come quella di giovedì 20 dicembre 1877.

A Fontane l’alba ancora non si trova, nascosta dal respiro della notte e dal soffio gelido dell’inverno. Sei ragazze e quattro ragazzi s’incamminano comunque verso l’alto. Tra loro e la raccolta delle olive, dopotutto, c’è solo la Colla dei Termini e la Valle Tanaro. Un tragitto nuovo per qualcuno ma non per tutti. Il giorno arranca, le nubi si fanno più spesse, ma la marcia continua. A 1.500 metri il cielo singhiozza: acqua, ghiaccio e neve. Gli sguardi tradiscono paura e indecisione. Alcuni sembrano desistere, altri accelerano il passo. Tre uomini si staccano e spariscono nella nebbia. Con le sei ragazze rimane un solo maschio, fratello di due di loro.

Ma i singhiozzi diventano sputi, schiaffi, coltelli. L’acqua diventa neve che si appiccica ai vestiti, agli occhi, al viso. In prossimità della Colla dei Termini in due si accasciano inermi. Gli altri quattro procedono controvento tra neve e ghiaccio. Pochi metri e un’altra ragazza si arrende al fato. I tre uomini partiti in anticipo, intanto, sono già al sicuro a Valdarmella, ma intuiscono che qualcosa possa essere andato storto e avvisano gli abitanti. Le due sorelle e il fratello, invece, procedono a tentoni, stremati. Sperano anch’essi di raggiungere Valdarmella, ma la bufera è inclemente. Il gelo blocca vista, cuore e testa. Pochi minuti e si lasciano andare. Soltanto il maschio si salverà nonostante diversi principi di congelamento.

Ma le montagne uniscono, come detto, e in soccorso delle povere olivere arrivano gli abitanti di Valdarmella che salvano l’unico superstite e trascinano a valle i sei corpi irrigiditi, dando loro una cristiana sepoltura nel cimitero di Ormea. Momenti tragici di un passato ormai remoto, quando le leggi della montagna si sfidavano non per gioco o avventura, ma per fame e necessità.

A ricordo dell’avvenimento, il 15 luglio del 2018 sulla Colla dei Termini è stata posta una lapide su iniziativa dell’Associazione Culturale “E Kyé” di Fontane. Alla cerimonia hanno preso parte le rispettive amministrazioni comunali (Ormea e Frabosa Soprana), i referenti dell’Associazione “E Kyé” e i referenti dell’Associazione Culturale Ulmeta di Ormea.

Informazioni tratte da “La Sentinella delle Alpi” e dal volume “Colla dei Termini dalla Val Corsaglia al mare”, Associazione E Kyé 2018.