Il Mondolé e la sua Grotta del Ghiaccio

Una piramide irregolare dai fianchi erbosi che si fa spazio tra la Valle Ellero e la Valle Corsaglia. Una testa di roccia che si protende in avanti quasi a voler sbirciare la quotidianità della pianura monregalese. Il Mondolé, in effetti, si gode l’indipendenza orografica che ha saputo conquistarsi a poco a poco, staccandosi dal crinale del Mongioie e spingendosi verso nord fino a respirare gli aliti e gli umori della piana.

Ma dietro all’apparente esibizionismo che lo ha proiettato ai vertici del turismo invernale in virtù dell’omonimo comprensorio sciistico, si nasconde in realtà un’insicurezza di fondo acuita forse da un toponimo incerto e ancora oggi dibattuto. Il termine Mondolé, infatti, per alcuni parrebbe derivare da Monte del Lago, in virtù del piccolo lago di origine carsica presente nel suo versante settentrionale e spesso coperto da un nevaio fino a tarda stagione. Per altri potrebbe invece discendere da Mont d’Elle, cioè Monte d’Ellero, con evidente riferimento al corso d’acqua che attraversa la stessa città di Mondovì.

Sembrerebbe tuttavia che in passato fosse conosciuto come Monte della Barma, ad indicare in lingua preindoeuropea un riparo sotto la roccia o una semplice grotta. E non è un caso, allora, che sempre sul versante più ombroso si estenda la cosiddetta Grotta del Ghiaccio, già nota e descritta nel Settecento. Considerata da alcuni un’opera dei Saraceni, la cavità è stata spesso utilizzata come ghiacciaia dagli stessi abitanti di Mondovì, che erano soliti salire in loco per procurarsi e conservare la materia prima.

Ancora oggi in effetti è possibile ammirare nei primi metri d’ingresso straordinarie stalagmiti di ghiaccio, figlie della conformazione geologica locale e della particolare condizione micro-climatica che si registra in zona, con una corrente d’aria che si origina dal sovrastante bacino di neve e contribuisce ad abbassare la temperatura media interna. L’accesso alla grotta del Mondolé non è particolarmente agevole, ma può avvenire seguendo le apposite tacche azzurre rintracciabili a monte del Lago delle Scalette.

In questi spazi, invece, le indicazioni escursionistiche per compiere un affascinante percorso ad anello attorno al Mondolé con partenza e arrivo dal Rifugio Balma.