I tedeschi e la Valle Maira

Angoli decadenti, borgate abbandonate, strade tortuose. Nell’aria uno scoramento diffuso, nelle statistiche una povertà dilagante e uno spopolamento conclamato. Eccola, in breve, la Valle Maira di inizi anni Ottanta. Un affascinante corridoio vallivo in procinto di addormentarsi su se stesso, chiudendo gli occhi al futuro e a ogni forma di sviluppo.

Nel luglio del 1980, però, i coniugi Andrea e Maria Schneider (assistenti sociali nella vita, austriaco lui, tedesca lei) soggiornano all’Albergo Impero di Prazzo dopo che Andrea, tra il 1978-1979, capitò per assoluto caso in Valle Maira durante un viaggio in Provenza. Una piccola scintilla si accende nella testa e nell’animo dei due: valorizzare questi angoli selvaggi ormai introvabili sul resto dell’arco alpino e farli scoprire ad amici e conterranei.

Per sei anni gli Schneider si stabiliscono a Prazzo per studiare l’italiano, accogliere i tedeschi e portarli in giro per la valle. Acquistano le prime case e si immergono nelle luci, nei silenzi e nella cultura di una terra che li guarda con stupore e un po’ di diffidenza: “Siete i primi tedeschi che vediamo dalla fine della guerra”. Nel 1982, intanto, un altro giovane tedesco comincia a percorrere i sentieri che attraversano la Valle Maira lungo la cosiddetta Grande Traversata delle Alpi, da poco tracciata sull’esperienza della Grande Traversée des Alpes. Il suo nome è Werner Bätzing, è un geografo bavarese e si è da poco laureato con una tesi sulle vallate occitane del Piemonte.

Nel 1982, al termine delle sue camminate, pubblica in Germania una prima guida sulla GTA piemontese. È un successo editoriale insperato, al punto che l’anno successivo ne viene riproposta una nuova versione con una particolare variante proprio in Valle Maira, con digressioni verso Chialvetta e Chiappera. Anche gli Schneider, però, non perdono tempo: nel 1988 si trasferiscono da Prazzo a San Martino di Stroppo e danno vita al Centro Culturale Borgata San Martino, che diventa una struttura ricettiva vera e propria a partire dal 1990 con appena tredici posti letto.

La guida di Bätzing, intanto, continua a circolare e i primi camminatori raggiungono la Valle Maira rimanendone folgorati. Il passaparola acuisce il successo escursionistico della zona e la polvere dell’abbandono comincia ad essere spazzata via da una nuova linfa vitale. A metà degli anni Novanta, poi, gli Schneider ospitano nella loro struttura i giornalisti svizzeri Ursula Bauer e Jürg Frischknecht, intenti a realizzare una guida sulla loro traversata alpina da Vienna a Ventimiglia.

Nel 1999 esce sul solo mercato tedesco il loro “Antipasti und alte Wege” (“Antipasti e antichi sentieri”), che intreccia paesaggi, storia ed enogastronomia della Valle Maira e della cultura occitana in generale. È la vera e propria consacrazione di un territorio (sette le edizioni già realizzate). Complice altresì l’impegno della Comunità Montana e la lungimiranza di amministratori e volontari locali (che hanno portato alla creazione dei celebri Percorsi Occitani), la Valle Maira si proietta così ai vertici del turismo escursionistico europeo, con fruizione maggioritaria a scapito di tedeschi, svizzeri e olandesi.

Andrea Schneider è mancato nel 2004. Maria, la memoria di Andrea e l’intero Centro Culturale, però, rimangono saldi a San Martino di Stroppo quali fari luminosi capaci di vincere, ormai quarant’anni fa, un buio tenebroso che ha rischiato di affossare un patrimonio naturalistico ineguagliabile.