#ilmiorifugio: Viviere di Acceglio

Rifugio di Viviere, Acceglio

Le informazioni sono tratte dal libro “Rifugiarsi nella descrizione di un attimo, Alpi Cozie Meridionali – Valli Grana e Maira. Guida ai rifugi e ai bivacchi della provincia di Cuneo” acquistabile QUI.

[…] Entrando in Viviere anche la strada si spoglia, lasciando cadere quel vestito d’asfalto indossato fin dal fondovalle. Tutto, qui, è essenziale, come il frutto di una sottrazione su più livelli che ha cancellato barocchismi ambientali e architettonici. Un lungo lavoro di pialla e scalpello per raggiungere la spina dorsale fatta di roccia, pietra e legno. Anche il cielo fissa compiaciuto quest’angolo di valle dove l’uomo sussurra senza gridare, cammina senza correre, disegna senza colorare. La natura, riconoscente, ricambia il favore esibendosi in vibrazioni sonore comunque tenui e modeste. Perfino il silenzio appare dimesso e si lascia solleticare dalle risate del torrente […]

Altitudine: 1710m di quota.

Difficoltà: il Rifugio di Viviere è raggiungibile con gli autoveicoli durante i mesi estivi. In caso di neve, invece, è possibile raggiungere la struttura solo con ciaspole o sci d’alpinismo.

Tempo di percorrenza: per raggiungere il Rifugio di Viviere in inverno occorrono circa 0h 45’ su traccia battuta. In estate, come detto, è invece comodamente raggiungibile con gli autoveicoli.

Informazioni: il Rifugio di Viviere è una struttura privata posta alla testata del Vallone d’Unerzio. Telefono +39 0171.1936074 ; info@rifugiodiviviere.com.

Curiosità: il Rifugio di Viviere rimanda al nome della frazione entro cui è posto, che pare semplicemente corrispondere al cognome francese Vivier (Viviani in italiano), forse in omaggio ai vecchi abitanti della zona. A partire dal 2016 è a disposizione degli ospiti del rifugio un’apposita struttura esterna composta da sauna finlandese e da due hot tubs scandinave in legno, per vivere intensi momenti di relax.

Nella sottostante frazione di Chialvetta, invece, sorge da alcuni anni la cosiddetta Misoun d’en Bot, un affascinante Museo Etnografico che riprende le sembianze di una tipica abitazione alpina dei primi del Novecento. All’interno dei locali più di 1500 pezzi provenienti esclusivamente dal Vallone di Unerzio e usati un tempo per svolgere le mansioni quotidiane più diffuse.