#ilmiorifugio: Piero Garelli

Rifugio GarelliChiusa di Pesio

Le informazioni sono tratte dal libro “Rifugiarsi nella descrizione di un attimo – Alpi Marittime. Guida ai rifugi e ai bivacchi della provincia di Cuneo” acquistabile QUI.

[…] L’affilata copertura triangolare del Garelli fende l’aria con indomito coraggio e pare rifarsi all’elegante dentatura del lupo, su cui grava da sempre un cupo alone di malvagità e ferocia, effige comunque di prestanza e autorevolezza. Un vigore parimenti espresso dalle dolomitiche pareti retrostanti, a cui il rivestimento metallico pare fondersi in virtù della fisionomia verticale e dell’altezza irregolare di ciascun modulo. Un Rifugio dalla cromatura differente su cui emergono le tonalità più chiare delle murature in pietra e le gradazioni più scure e tetre della copertura […].

Altitudine: 1970m di quota circa

Difficoltà: E

Tempo di percorrenza: 2h 30’ – 3h 00’ (l’itinerario di accesso al Rifugio Garelli si svolge su di un tipico sentiero montano che presenta pendenze talvolta moderate, ma comunque praticabili).

Dislivello: 930m circa.

Informazioni: + 39 0171.738078 (durante l’apertura del Rifugio) ; +39 339.7709937

Curiosità: Il Rifugio Garelli è indissolubilmente legato nell’immaginario collettivo alle dolomitiche pareti di Punta Marguareis, vetta di quelle Alpi Liguri a lungo bistrattate dai pionieri dell’alpinismo in virtù della loro modesta altitudine. La prima ascensione di cui si ha notizia risale al 21 agosto 1832 quando il geologo ligure Lorenzo Pareto raggiunse dal versante meridionale i 2651m della cima.

La parete nord invece venne vinta il 29 giugno del 1903 dai genovesi Arturo Gandolfi e Severino Gattai, che uscirono a circa 60m dalla vetta superando difficoltà pari al IV grado. Il 1° settembre 1930 il monregalese Sandro Comino aprì con Tino Prato una nuova via sulla parete Nord, sbucando sulla cresta ovest. Questi furono anche gli anni dell’avvocato monregalese Piero Garelli cui è intitolato l’omonimo Rifugio, che proprio nel 1933 superò insieme allo stesso Comino la parete est di Cima Cars e la Nordest del Mongioie.

Tra i grandi alpinisti che lasciarono il segno sul Marguareis, infine, anche il torinese Armando Biancardi, che il 21 luglio 1939 compì in solitaria la traversata di tutte le vette del massiccio, percorrendo anche in senso inverso l’intera cresta con partenza dalla Colla del Pas alle 4.15 del mattino e ritorno alla medesima alle 22.15.