#ilmiorifugio: Mondovì – Havis de Giorgio

Rifugio MondovìRoccaforte Mondovì

Le informazioni sono tratte dal libro “Rifugiarsi nella descrizione di un attimo – Alpi Liguri. Guida ai rifugi e ai bivacchi della provincia di Cuneo” acquistabile QUI.

[…] Un originale punto di contatto, dove la fredda asprezza della roccia si sposa al caloroso abbraccio erbaceo e arbustivo. I rododendri e i mirtilli aggrediscono docilmente le ruvide pendici, per poi scivolare col sorriso verso valle. Acuti richiami di marmotta interrompono il bucolico silenzio, mentre una gradevole brezza di monte pettina amorevolmente gli steli più lunghi. Il sole incendia con macchie irregolari l’intera vallata, quasi a delineare un mantello felino. Si ridiscende a fatica, in effetti, come trattenuti da vigorosi artigli leonini. Un ultimo commiato alla rocciosa criniera che sovrasta il Rifugio Mondovì. La sua composta regalità sarà pronta ad infondere anche nel prossimo escursionista, un’indimenticabile essenza di sapori, suoni e colori […].

Altitudine: 1761m di quota.

Difficoltà: T/E

Tempo di percorrenza: abbandonando i veicoli nei pressi di Pian Marchisio (parcheggio a pagamento), il Rifugio Mondovì è raggiungibile con una comoda passeggiata di 0h 35’/ 0h 45’ circa.

Dislivello: 150m circa.

Informazioni: il rifugio è di proprietà della Sezione CAI di Mondovì; info@rifugiomondovi.com; +39 0174. 65555 (durante l’apertura del rifugio).

Curiosità: percorrendo il sentiero GTA che collega il Rifugio Mondovì al Rifugio Garelli, si transiterà nei pressi del cosiddetto Lago Biecai, posto a circa 1965m di quota e conosciuto altresì con l’epiteto di Conca del Biecai. La sua parte occidentale, lievemente rialzata, è costituita da rocce impermeabili, separate dalla restante porzione orientale calcarea per mezzo di un complesso contatto tettonico.

In corrispondenza di quest’ultimo vi sono diversi inghiottitoi di dimensioni eterogenee, che raccolgono le acque ruscellanti sulle rocce impermeabili. Durante la stagione primaverile (per via delle piogge e della fusione della neve) e parimenti nelle prime settimane d’autunno (di solito caratterizzate da abbondanza precipitativa), la grande quantità di acqua ruscellata non riesce ad essere interamente assorbita dalle cavità carsiche e la porzione in eccesso si deposita temporaneamente in superficie, dando origine ad un vero e proprio lago.

Un processo questo irrealizzabile nella stagione estiva, quando l’intera conca si presenta in effetti verde ed erbosa. Un lago da considerare tale, forse, solo sulla carta, ma comunque un esempio quanto mai affascinante del variegato mondo carsico che caratterizza le Alpi Liguri.