#ilmiorifugio: La Sousto dal Col

Rifugio La Sousto dal ColElva

Le informazioni sono tratte dal libro “Rifugiarsi nella descrizione di un attimo, Alpi Cozie Meridionali – Valli Grana e Maira. Guida ai rifugi e ai bivacchi della provincia di Cuneo” acquistabile QUI.

[…] In prossimità del colle la rotabile tira inesorabilmente il fiato, gettando lo sguardo ora verso la conca di Elva, ora vero i respiri cadenzati della Valle Varaita, che si intuisce appena dietro il crinale. Il rifugio La Sousto del Col la osserva incuriosito, pronto nel caso a ristorarla come fa da sempre con i viandanti in difficoltà. La strada, però ritorna a correre verso il basso, superando le ultime chiazze di neve e di fango, effigi della brutta stagione ormai alle spalle. Il sole incendia intanto qualche larice intorpidito dal letargo invernale e ancora una volta la struttura assiste passiva, sorridendo però per quel privilegio unico di ritrovarsi immersa in una natura mai così autentica e incontaminata.  […]

Altitudine: 1940m di quota.

Difficoltà: La Sousto dal Col è facilmente raggiungibile con gli autoveicoli.

Tempo di percorrenza: nullo poiché La Sousto dal Col si trova nei pressi del Colle della Cavallina, raggiungibile in auto partendo da Stroppo attraverso la Strada Provinciale 335.

Informazioni: La Sousto dal Col è un rifugio privato posto in una posizione particolarmente panoramica; Telefono +39 346.7824680; info@lasousto.it.

Curiosità: il rifugio escursionistico La Sousto dal Col (il cui toponimo rimanda banalmente alla sua posizione, isolata in prossimità del Colle della Cavallina come detto e alla base del vicino Colle di Sampeyre, 2284m, aperto nei soli mesi estivi) domina l’intero abitato di Elva, decima sede comunale più elevata d’Italia e cinquantunesimo comune italiano meno popolato. Come molti altri territori montani, però, anche questa zona ha visto nascere nel corso dei secoli diversi edifici di culto degni di nota.

Due in particolare meritano di essere qui ricordati in virtù delle loro peculiarità artistiche o delle loro caratteristiche ubicazioni: la Parrocchiale di Elva e la Chiesa di San Peyre a Stroppo. Dalla datazione incerta ma comunque antecedente al 1355, la prima custodisce un fonte battesimale scolpito in pietra risalente al XV secolo e un imponente portale di accesso con decorazioni scultoree quattrocentesche. Fiore all’occhiello dell’intero edificio, però, l’affresco di fondo dedicato alla Crocifissione, realizzato dal pittore fiammingo Hans Clemer, conosciuto non a caso come il “Maestro di Elva”. Databile al 1493 circa, questo capolavoro è ravvivato da un’illuminazione potente e influenzato da un’impostazione scenica ancora nizzardo-provenzale.

La Chiesa di San Peyre a Stroppo, invece, sorge su di un precipizio in prossimità della carrozzabile che conduce alle borgate più alte a circa 1200m di altitudine. Isolata dagli altri edifici, risulta comunque baricentrica rispetto a tutti gli altri nuclei urbani comunali, denotando l’antica saggezza amministrativa nel prevedere i servizi nel modo più equo possibile per tutti gli abitanti. Edificata verosimilmente nel XIII secolo e suddivisa in tre navate principali che terminano con una volta a botte (navate laterali) o con un tetto a nudo (navata centrale), la struttura è stata celebrata anche dalla pellicola cinematografica “Il vento fa il suo giro” per mezzo di una raffinata veduta aerea finale.