#ilmiorifugio: Genova – Bartolomeo Figari

Rifugio GenovaEntracque

Le informazioni sono tratte dal libro “Rifugiarsi nella descrizione di un attimo – Alpi Marittime. Guida ai rifugi e ai bivacchi della provincia di Cuneo” acquistabile QUI.

[…] Posto alla confluenza di due differenti bacini d’acqua che quotidianamente si scambiano umidi sguardi d’intesa, non è forse un caso che il Rifugio Genova si rifaccia proprio ad una celebre città di mare. Dalla colorazione luminosa e intensa, la sua sagoma semplice e allungata pare indecisa sulla direzione da intraprendere, privilegiando talvolta l’ameno specchio del Brocan e flirtando, altre volte, con il più maestoso e profondo Lago del Chiotas […].

Altitudine: 2010m di quota circa.

Difficoltà: E (la salita al Rifugio Genova non prevede alcuna difficoltà alpinistica. I tratti di sentiero più impervi sono comunque attrezzati con gradoni artificiali e corde metalliche).

Tempo di percorrenza: 1h 30’ – 1h 45’ (il Rifugio Genova ben si addice come prima escursione stagionale, amalgamando momenti di semplice passeggiata a tratti di escursione montana vera e propria).

Dislivello: 500m circa.

Informazioni: gestore@rifugiogenova.it ; +39 0171.978138 ; +39 340.4614189 (fuori stagione).

Curiosità: nel risalire il Vallone della Rovina diretti al Rifugio Genova (intitolato in verità a Bartolomeo Figari, presidente generale del CAI, tra i pionieri dell’alpinismo e dello scialpinismo del primo Novecento), non si avranno grosse difficoltà a scorgere i due imponenti serbatoi d’acqua denominati “Diga della Piastra” e “Diga del Chiotas”, situati poco a monte dell’abitato il primo e in prossimità del Rifugio il secondo.

Dalla capacità rispettivamente di 9.000.000m³ e di 27.300.000m³ d’acqua, rappresentano entrambi il fulcro della grande centrale idroelettrica “Luigi Einaudi”, posta proprio all’imbocco del Vallone stesso. Inaugurata ufficialmente nel 1982, è attualmente la più grande d’Italia e tra le maggiori in Europa: dalla potenza complessiva di 1.200 MW e dalla producibilità totale di 1466,2 GW/h, è infatti in grado di soddisfare, da sola, la richiesta energetica di picco dell’intera provincia di Torino.

I lavori di costruzione della Diga del Chiotas in particolare, iniziarono nell’ottobre del 1969 ma progredirono a rilento a causa del forte innevamento solitamente presente in quota, dove si poteva operare per meno di sei mesi all’anno. Composta come già accennato da due differenti bacini separati da un salto di 1048m, la centrale Luigi Einaudi ha infine comportato per la sua definitiva realizzazione l’impiego di 35 imprese edili e meccaniche differenti e circa 13 milioni di ore complessive di lavoro.