#ilmiorifugio: Don Barbera

Rifugio Don BarberaBriga Alta

Le informazioni sono tratte dal libro “Rifugiarsi nella descrizione di un attimo – Alpi Liguri. Guida ai rifugi e ai bivacchi della provincia di Cuneo” acquistabile QUI.

[…] E così anche la recente sagoma del Rifugio Don Barbera è capace di svelare già ad un primo rapido esame alcune delle suggestioni bucoliche più rilevanti: la sua copertura ondulata e metallica ad esempio, pare rifarsi al comune segno di interpunzione della virgola, quasi a suggerire una pausa emotiva in un’attenta lettura olistica del paesaggio circostante; la staccionata lignea che divide l’area pascoliva da quella riservata alle funzioni antropiche, invece, richiama ad altre separazioni, geografiche e politiche; da un lato lo spartiacque tra Valle Tanaro e Valle Pesio che si concretizza sulle cime soprastanti, dall’altro il confine amministrativo tra Italia e Francia, che qui si rincorrono lungo i sinuosi tornanti della Monesi – Tenda. […]

Altitudine: 2079m di quota.

Difficoltà: E

Tempo di percorrenza: 2h 10’ – 2h 30’ (nel periodo estivo il Rifugio Don Barbera è raggiungibile con veicoli fuoristrada attraverso il transito con pedaggio sull’Alta Via del Sale Monesi – Tenda).

Dislivello: 680m circa (tranne rarissimi e temporanei tratti, il sentiero che collega Carnino al Don Barbera non presenta pendenze importanti).

Informazioni: info@rifugiodonbarbera.eu ; +39 0174. 086157 (durante l’apertura del rifugio).

Curiosità:  nella salita al Don Barbera l’escursionista attraversa un ambiente carsico che ha da sempre affascinato il mondo speleologico nazionale e internazionale grazie alla sua intricata rete di cavità sotterranee, ancora oggi parzialmente sconosciute. Nel luglio del 1984 in particolare cominciò l’esplorazione della Grotta Labassa, posta a circa 1890m s. l. m. nei pressi della Gola della Chiusetta, sull’antico tracciato della via mulattiera che collegava appunto Carnino con Briga Marittima attraverso il Colle dei Signori (2111m s. l. m.).

Come si è già avuto modo di ricordare in questi spazi, l’8 dicembre del 1990 dodici esperti speleologi liguri e piemontesi si inabissarono alla scoperta dell’imponente cavità con l’intento di riemergerne ventiquattr’ore dopo; ad attenderli però una delle più copiose nevicate degli ultimi vent’anni, con 112cm di neve fresca caduti persino a Cuneo città. Decisi comunque a fare ritorno a valle, presso l’abitato di Carnino, furono tragicamente investiti da due differenti valanghe: la prima si staccò sul margine orientale del Pianoro della Chiusetta, la seconda poco oltre. Solo in tre riuscirono a trovare riparo, rientrando nuovamente nella Grotta da dove furono salvati il giorno successivo. Nel ventunesimo anniversario della tragedia, il comune di Briga Alta ha inaugurato proprio nella frazione di Carnino un cippo commemorativo in marmo nero di Ormea dello scultore rumeno Benone Olaru.