Sul Bike Park Tajaré, sospesi tra pianura e montagna

C’è una zona in bassa Valle Stura dove gli ultimi respiri della pianura si amalgamano e si compenetrano con le prime raucedini alpine. Il vertice sorgivo del Parco Fluviale Gesso e Stura, che proprio da qui si sviluppa poco alla volta verso settentrione, diffondendo la sua frizzante vitalità floristica e faunistica. Un luogo impregnato di storia e di cultura, di scambi commerciali e di tradizioni che resistono ancora oggi nonostante tutto. Un luogo paesaggisticamente unico, capace di alternare scorci selvaggi tipicamente montani con scenari viceversa più dolci e distensivi, quasi collinari.

Il massiccio del Monte Tajaré e dell’Alpe di Rittana, in effetti, scruta la piana cuneese innestandosi a sudovest del capoluogo, consentendo allo sguardo di navigare tra le vette più imponenti delle Alpi Marittime e Cozie e il groviglio antropico della Pianura Padana. Un crinale che sfiora i 1.800m di altitudine da vivere e da assaporare lentamente, percorrendo magari uno degli itinerari proposti dal nuovo Bike Park Tajaré.

Concepito nel 2015 e realizzato materialmente in pochi mesi, quest’ultimo nasce dalla sinergica collaborazione dei cinque comuni che si aprono ai piedi del Tajaré stesso: Roccasparvera, Gaiola, Moiola, Rittana e Valloriate. Un sposalizio amministrativo e associazionistico virtuoso, che ha permesso di creare un prodotto innovativo, dall’orientamento turistico preciso. Non un parco divertimenti puntuale e fine a se stesso, insomma, ma un progetto diffuso e geograficamente esteso, capace di immergersi nell’identità territoriale della zona, sottolineandone eccellenze e peculiarità.

Dalla castanicoltura ai sentieri della Resistenza, passando per le sfumature architettoniche della civiltà alpina di un tempo. Cappelle, borgate, piloni, muretti a secco e vecchie mulattiere. Cicatrici antropiche che i 120km di itinerari contrassegnati da un’apposita cartellonistica, vogliono oggi evidenziare e promuovere, al fine di rendere nuovamente tangibile ciò che è stato. Sei i percorsi in particolare, pensati per accontentare anche il turista più esigente: il Sentiero dei Castelli (viola, facile), il Giro dell’Incoronata (azzurro, medio), le Pendici del Tajaré (verde, medio), l’Anello di Paraloup (giallo, medio), il track Ortiga e Alpe (arancione, difficile) e la Calà del Rio (rosso, difficile).

Un tuffo nella nostra storia pedalando su crinali panoramici sospesi tra montagna e pianura, da compiere in totale autonomia o appoggiandosi alle guide cicloturistiche locali. Un buon motivo, poi, per visitare l’intera Valle Stura, soggiornando nelle strutture ricettive convenzionate o visitando nel caso le manifestazioni più accattivanti e tradizionali della zona. Due, in particolare, i weekend da segnare in tal senso sul calendario: il 7 e l’8 ottobre a Demonte per la Gran Fiera di San Luca con la transumanza, i prodotti ortofrutticoli, l’enogastronomia e l’artigianato di qualità e il 28 e 29 ottobre a Vinadio con la storica Fiera dei Santi, dedicata tra le altre cose alla pregiata razza ovina sambucana.

 

Il presente articolo rientra nel progetto di cooperazione transfrontaliera Italia/Francia Alcotra NTC (Nuovo Territorio Condiviso) dedicato alla promozione delle attività outdoor e del turismo sostenibile, che coinvolge l’areale cuneese e il confinante dipartimento delle Alpi dell’Alta Provenza.