Scarason: il ghiacciaio sotterraneo e l’esperimento di fama mondiale

Come si è già avuto modo di ricordare in questi spazi, le Alpi Liguri si contraddistinguono da sempre per la particolare fisionomia delle proprie rocce (spesso carbonatiche) e per le sfumature carsiche che assumono i relativi paesaggi, soventemente scevri di reticoli idrografici superficiali.

Questa prima sottosezione alpina cuneese, in effetti, rappresenta l’acme degli ambienti carsici delle Alpi Occidentali. Una caratteristica, quella del carsismo, particolarmente evidente nella montagna friulana e nel Carso Triestino soprattutto, da cui l’intero fenomeno prende non a caso il nome.

Un carsismo epigeo e ipogeo nelle Alpi Liguri, ma anche toponomastico, come testimoniano la Cima Cars in Valle Ellero e la Conca delle Carsene tra Valle Pesio e Valle Tanaro. Un paesaggio lunare, quest’ultimo, ricco di doline, grotte e inghiottitoi intervallati ad arbusti più o meno vigorosi. Un santuario per gli speleologi e i naturalisti di tutta Europa, custode tra le altre cose di un ghiacciaio sotterraneo nel cosiddetto Abisso Scarason.

Scoperta nel 1960 da speleologi francesi del Club Martel di Nizza, la cavità ha un andamento verticale e presenta una forra discendente che si apre su un pozzo di circa quaranta metri, alla cui base si trova il ghiacciaio sotterraneo. Verosimilmente di origine nivale (la neve infatti si inoltra facilmente nella grotta  e permane in virtù del sistema di correnti d’aria esistenti), lo stesso potrebbe risalire all’ultima glaciazione o risultare addirittura più recente.

Un tempo esteso per la totale interezza del pozzo, il ghiacciaio è oggi in fase regressiva, come testimonierebbero studi recenti. Nel 1962 l’intera cavità è divenuta comunque famosa a livello internazionale per l’esperimento tentato dal francese Michel Siffre e dalla sua equipe. Lo studioso nizzardo rimase infatti isolato proprio nell’Abisso Scarason a 130m. di profondità senza riferimenti temporali con l’esterno per circa un mese (dal 16 luglio al 22 agosto), al fine di testare le reazioni psico-fisiche del corpo umano e l’eventuale modifica del ritmo circadiano in condizioni di totale isolamento.