La grande nevicata d’inizio inverno

Dapprima auspicata, poi prevista, quindi effettivamente caduta. La nevicata che ha interessato l’intera provincia di Cuneo tra l’1 e il 2 dicembre scorsi profumava di antico. Da diversi anni, infatti, la neve non cadeva così copiosa ad inizio dicembre. 20 cm sulle pianure, 55 cm a Cuneo città, 60/80 cm nelle basse vallate, più di 100 cm oltre i 1000 metri di quota. Un mantello candido depositatosi in appena 24 ore che ha riempito gli occhi dei più piccoli, facendo parimenti riaffiorare i ricordi del passato nella memoria dei più anziani. Dalle Liguri alle Marittime e Cozie, nessuna vallata delle Alpi di Cuneo questa volta è stata risparmiata.

Una nevicata democratica e intensa, insomma, che nelle vallate morfologicamente più allungate ha premiato soprattutto le basse quote, più esposte agli umidi flussi orientali. Le insenature orografiche più brevi come la Valle Po o la Valle Grana, viceversa, hanno beneficiato di precipitazioni abbondanti lungo l’intero asse vallivo. E così dal pomeriggio di venerdì alla serata di sabato si sono depositati più di 50 cm su quasi tutte le pedemontane occidentali, con acmi nivometrici proprio in Valle Po e in Valle Grana.

Da Valdieri a Roccasparvera, da Crissolo ad Ostana, da Castelmagno a Frabosa Soprana. Tutti alle prese con una nevicata finalmente generosa, fondamentale per pianificare l’imminente stagione sciistica. Accanto alla Riserva Bianca e al Mondolé Ski già aperti da circa due settimane, infatti, dal prossimo 8 dicembre quasi tutte le altre stazioni sciistiche minori apriranno i battenti, per offrire agli avventori dello sci alpino e dello sci nordico, cartoline paesaggistiche da togliere il fiato e momenti di assoluto divertimento.

Una nevicata fondamentale, infine, per accantonare (si spera definitivamente) il rischio incendi e per rimpinguare le falde idriche, messe a dura prova da un periodo estivo-autunnale particolarmente avaro di precipitazioni.