Alla scoperta dei Borghi: Sant’Anna di Valdieri

Unico centro urbano perennemente abitato posto nel cuore del Parco Naturale delle Alpi Marittime, Sant’Anna di Valdieri è visivamente connessa alla pianura cuneese che si intuisce in un ritaglio di cielo rivolto a settentrione. Un angolo spesso foschioso, dove l’atmosfera più caotica della piana si scontra con i respiri cadenzati della Valle Gesso, un polmone verde impregnato di flora e di fauna.

Sant’Anna sonnecchia in silenzio, sommessa, quasi per non infastidire quella sinfonia naturalistica che qui raggiunge tonalità alte e ricercate. Un’impronta antropica leggera, che cerca di nascondersi tra le fronde dei faggi o tra i singhiozzi del Gesso della Valletta. Un borgo che non supera i venti abitanti durante i mesi invernali, ma che sopravvive con fierezza, forte del proprio passato. Un’effige della civiltà alpina di un tempo, che rivive tutto l’anno nel caratteristico Ecomuseo della Segale, raggiungendo il proprio acme emotivo in piena estate, proprio durante la Festa della Segale.

Sant’Anna di Valdieri, oggi, possiede un’identità multipla, quasi camaleontica. Un punto di arrivo, senza dubbio, per chi ricerca pace e refrigerio. Una località di villeggiatura dagli stili di vita quasi dimenticati, geograficamente vicina però alla quotidianità di tutti i giorni. Un punto di partenza, poi, per escursioni e itinerari alla conquista degli anfratti più reconditi dell’intera area parco: nel Vallone della Meris fino al Rifugio Livio Bianco, ad esempio, o nel Vallone della Vagliotta verso la Capanna Sociale Barbero. Un punto di passaggio, infine, per chi ricerca il benessere idroterapico delle Terme di Valdieri, poste quattrocento metri più in alto.

Una borgata piegata dallo spopolamento degli ultimi decenni, che ha però mantenuto una forza regale, come se l’antica frequentazione di Casa Savoia aleggiasse ancora nell’aria. Sant’Anna oggi vive grazie alla tempra e al coraggio di sette ragazze che curano e gestiscono gran parte delle strutture ricettive. Un numero forse non casuale, il sette, simbolo di perfezione ciclica e di azione completa, su se stessi e sul mondo.

Una borgata in cui vale la pena fermarsi, per sfiorare da un lato la nostra storia e per apprezzare, dall’altro, la nostra minuzia rispetto al mondo naturale che ci circonda. Un borgo da vivere, insomma, magari soggiornando nell’affascinante campeggio del Centro Alpino, nelle accoglienti Casa Alpina e Casa Regina, nella tradizionale Locanda Balma Meris o nel caloroso B&B Ciaburna dei Ribota. Un borgo da assaporare poi, fermandosi almeno per un istante presso I Bateur – Bottega del Parco.