Alla scoperta dei borghi: Pietraporzio

La Valle Stura è da sempre il corridoio vallivo più frequentato e conosciuto delle Alpi di Cuneo occidentali, in virtù di quel suo valico terminale (il Colle della Maddalena, n.d.r.) che consente ad Italia e Francia di dialogare durante tutto l’arco dell’anno, miscelando cultura, lingua e commercio. Un’insenatura orografica ampia e verdeggiante, dalla quale si dipartono analoghi rami secondari impregnati di storie e tradizioni affascinanti, come a Bergemolo di Demonte o a San Bernolfo di Vinadio.

Percorrendo la Strada Statale 21, però, capiterà di giungere alle soglie di Pietraporzio, un gioiello architettonico sospeso tra acqua e roccia, cielo e terra. Un presepe urbanistico meraviglioso per chi ha la fortuna di scorgerlo nelle ore notturne, un grappolo di case armonico e silenzioso per chi invece lo visita durante il giorno. Meno di cento residenti, oggi, che impreziosiscono però uno dei borghi alpini più caratteristici dell’intera provincia.

La visita al piccolo scrigno montano può iniziare dal bellissimo campanile di Santo Stefano, un tempo al servizio dell’ex chiesa parrocchiale del XIV secolo edificata nei pressi del cimitero. La sua fisionomia gotica slanciata, domina infatti l’abitato sottostante e tende quasi a confondersi con le rocce che si innalzano alle sue spalle. Nel cuore del borgo, invece, si trova l’attuale Parrocchiale di Santo Stefano, risalente al 1796 e dedicata evidentemente al patrono di Pietraporzio.

Accanto al grazioso lago che rinfresca la vista e la mente, gli amanti dell’escursionismo possono usufruire di moltissimi itinerari adatti ad ogni tipo di difficoltà, raggiungendo ad esempio l’ameno Pian della Regina (e da lì, nel caso, il Rifugio Zanotti) o l’altrettanto bucolica località di Prati del Vallone, dove hanno sede l’omonimo Rifugio o il limitrofo Talarico, perfetti per un’immersione completa nella natura più incontaminata.

Nel periodo invernale, poi, merita una visita il Centro Fondo Scricciolo, sulle cui nevi ha mosso i primi passi la pluricampionessa olimpica Stefania Belmondo. Originaria in effetti della frazione di Pontebernardo, la straordinaria atleta della Forestale è da sempre legata alla Valle Stura e a Pietraporzio in particolare. Nel percorrere le piste della zona, allora, potrà talvolta capitare di incontrare proprio la fuoriclasse cuneese impegnata in qualche gita di piacere.

Sempre a Pontebernardo, infine, ha sede l’Ecomuseo della Pastorizia, inaugurato nel 2000 e acme promozionale di un innovativo progetto di valorizzazione della pastorizia promosso dall’allora Comunità Montana della Valle Stura. Una ripresa culturale e materiale dell’attività, che ha portato tra le altre cose al riutilizzo in cucina dell’Agnello Sambucano, attualmente tutelato dall’apposito Presidio Slow Food.

Un piccolo comune per grandi e piacevoli soggiorni, dunque, da trascorrere in una delle tante strutture ricettive presenti in loco: l’albergo con Spa annessa Regina delle Alpi ad esempio o le camere di Casa Arpouza per chi ricerca un amalgama tra eleganza, charme e tradizione; il rifugio escursionistico Le Barricate, l’ostello-campeggio Cento Sentieri o gli affittacamere La Barmo e L’Abrì per chi desidera invece maggiore autonomia. Per i soli buongustai, viceversa, altre due opzioni possibili: il centralissimo ristorante L’Oste d’Oc e l’accogliente Osteria La Pecora Nera di Pontebernardo. Per tutti, comunque, una tappa obbligatoria al saponificio Rose e Caprioli per acquistare un ricordo unico e di qualità, capace di diffondere il profumo di Pietraporzio nei mesi a venire.